L’Ora di Tutti

IN POSTPRODUZIONE | Drammatico | 2026

Sinossi

Ambientata nel 1480, la storia ruota attorno all’assedio di Otranto, città portuale strategica del Salento, da parte dell’Impero Ottomano. Il film racconta gli eventi della battaglia che permise ai Turchi di conquistare questa città di grande importanza strategica.

Cast

Alice Pagani, Alessio Boni, Ignazio Oliva, Simone Coppo, Lorenzo Scalzo, Giulia Petrungaro, Eleonora De Luca, Antonio, Monsellato, Vincenzo Palazzo, Nicoletta Manni, Donato Demita, Dalila De Marco, Elena Micchiché, Timofej Andrijashenko

Regista

Stefania Rocca

Produttore

Louis NeroLouis Nero, Stefania Rocca, Francesco Lopez

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Milarepa è un film di fantascienza che rielabora il genere in modo originale. In un’ambientazione prevalentemente rurale, l’umanità è regredita alle proprie origini. Dopo il fallimento della tecnologia, l’essere umano torna al centro della storia, opponendosi simbolicamente alla fugacità delle cose materiali. La scienza lascia spazio alle credenze popolari e ai “fantasmi” della natura.
Ispirato al mitico Mad Max di George Miller, il film sostituisce l’avanzamento narrativo affidato alle scene d’azione con un percorso più intimo. L’evoluzione dei personaggi viene messa in evidenza attraverso un lavoro più concentrato sugli attori, sui tratti psicologici che li definiscono e sul loro rapporto con l’ambiente. Ne nasce un ibrido tra fantascienza e cinema riflessivo.

Milarepa vuole raccontare un percorso di formazione attraverso lo sguardo di una figura femminile non stereotipata, libera dai canoni tradizionali. Nel film, gli ostacoli che mettono alla prova la protagonista non sono soltanto fisici, ma soprattutto psicologici: Mila è costretta a intraprendere un viaggio introspettivo e a confrontarsi con la terribile ambivalenza dell’amore materno e con la difficoltà di perdonare chi l’ha ferita.

Pur trattando temi universali, è molto forte anche l’intenzione di valorizzare il territorio e le tradizioni italiane. Oltre all’ambientazione principale, che mostrerà luoghi poco conosciuti della Sardegna, il film introduce elementi della tradizione italiana attraverso la musica in modo del tutto originale. La musica rappresenta infatti un elemento importante e innovativo, perché riprende le tradizioni musicali sarde e le intreccia con canti di origine tibetana.

La storia di Milarepa, tuttavia, non si rivolge soltanto a un pubblico italiano, ma anche a un pubblico internazionale. È un film che integra visivamente culture orientali e occidentali. Riflettendo la realtà contemporanea, nel progetto desidero ricreare un mondo ricco di contaminazioni, attraversato da diverse influenze etniche e religiose. La tradizione locale convive con credenze e leggende provenienti da luoghi lontani, come il Tibet.
I personaggi e gli attori hanno intenzionalmente origini multietniche: europee, asiatiche, orientali e arabe. Questo rappresenta un grande punto di forza. Il punto di vista di tante culture diverse si riflette nei personaggi e arricchisce il progetto. Persone differenti si incontrano e si scontrano: una flotta di disperati che lotta per uscire dalla povertà e dalla marginalizzazione unendo le proprie forze. Il film parlerà a un pubblico trasversale e internazionale.

La direzione dei personaggi è iniziata dal casting, attraverso un lungo processo di ricerca dei volti giusti. Gli attori hanno avuto il tempo di appassionarsi ai nostri personaggi, così da poterli interpretare e vivere attraverso la propria fisicità.

La storia di Mila segue il percorso tortuoso di crescita personale della giovane protagonista. Per questo ho voluto tradurre anche in una dimensione visiva il contrasto interiore che la ragazza vive. Questo significa creare una direzione della fotografia ricca di contrasti. Le riprese in esterno sono più statiche e riflettono l’ambiente sociale, fatto di tradizioni e vincoli immutabili. Gli interni, invece, rappresentano il turbamento interiore di Mila attraverso una fotografia più dinamica, privilegiando l’uso della camera a mano.
Il ritmo della storia alterna spazi interni, caratterizzati da un andamento più frenetico, e spazi esterni, contraddistinti da un ritmo più lento, capace di riflettere le riflessioni interiori della protagonista. La luce diventa un elemento fondamentale nel racconto. La fotografia è inizialmente modellata da colori sbiaditi e diventa progressivamente più colorata e luminosa man mano che Mila raggiunge una maggiore consapevolezza di sé.